Patto per la scuola PDF Stampa E-mail

PATTO PER LA SCUOLA

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Finalità

1. Finalità del Patto per la scuola è la qualificazione del sistema integrato di istruzione pubblica, quale condizione strategica per lo sviluppo culturale, sociale e civile della città.

 

 

2. In particolare le finalità del Patto per la scuola sono orientate a:

 

- rendere effettivi  i contenuti della “Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia” siglata nel 1989 e ratificata dall’Italia con la Legge n, 176/1991, con particolare riferimento ai diritti dei bambini di vedere rispettate e valorizzate le loro diversità; di avere tempi e luoghi per il gioco e la vita di relazione; di esprimere liberamente le proprie opinioni sulle questioni di loro interesse; di riunirsi ed associarsi; di professare la propria religione e usare la propria lingua nel gruppo di provenienza;

 

 

- educare gli alunni alla conoscenza e rispetto dei doveri che il vivere in integrazione con altri comporta;

 

- promuovere il successo formativo coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e apprendimento,

 

- prevenire situazioni di disagio scolastico che solitamente preludono a forme di esclusione e marginalità;

 

-promuovere e sostenere un progetto educativo globale finalizzato alla crescita e allo sviluppo della personalità degli alunni, nell’ottica di una scuola aperta al territorio e alla comunità locale;

 

- migliorare la fruibilità delle risorse che il territorio comunale offre al fine di favorire l’integrazione dell’offerta formativa;

 

- mantenere un rapporto costante di confronto e collaborazione progettuale tra le varie agenzie educative presenti sul territorio al fine di concertare e condividere strategie educative e formative comuni;

 

- contribuire al miglioramento dei processi di inclusione degli alunni stranieri e delle loro famiglie anche attraverso un’offerta formativa che sostenga la conoscenza delle diverse culture, la gestione del conflitto, il dialogo interculturale e interreligioso;

 

- sostenere l’integrazione degli alunni in situazione di disagio per consentire loro di raggiungere avvertibili traguardi di sviluppo sia come concretizzazione di un diritto soggettivo che come segno di civiltà per la comunità di appartenenza;

 

 

- sostenere la partecipazione dei docenti alle scelte che li coinvolgono, curando la diffusione delle informazioni, la consultazione e la negoziazione;

 

- sostenere secondo forme adeguate all’età, la partecipazione degli alunni a loro percorso formativo e alla vita della scuola;

 

- incrementare la partecipazione dei genitori nell’ambito della scuola attraverso l’introduzione di modalità, anche innovative, di informazione, consultazione e coinvolgimento;

 

- programmare l’offerta formativa attraverso la concertazione sia con l’istituzione scolastica che mediante le agenzie educative territoriali extrascolastiche quali la Parrocchia, le Associazioni di volontariato, l’Ausl

 

Articolo 2

Oggetto

1. Il Patto per la scuola

- concretizza le finalità comuni enunciate nell’articolo 1;

- riconosce l’opportunità di perseguirle in modo integrato;

- costituisce l’insieme degli strumenti di raccordo operativo tra le politiche e i servizi del Comune e la progettazione dell’Istituzione Scolastica autonoma e le agenzie extrascolastiche.

 

Articolo 3

Soggetti

I soggetti sottoscrittori del Patto per la scuola (di seguito denominati parti), sono:

- il Sindaco pro-tempore del Comune di San Felice sul Panaro quale rappresentante del medesimo Comune;

- il Dirigente Scolastico quale rappresentante dell’Istituto Comprensivo,

 

I soggetti collaboratori di seguito denominati agenzie extrascolastiche, che intervengono per la condivisione del piano, ciascuno per le parti di propria competenza, sono:

 il Presidente del Consiglio di Istituto;

 il  Parroco in qualità di coordinatore del Centro don Bosco;

 il Presidente della Polisportiva Unione 90;

 il Responsabile delle Associazioni calcistiche;

 il Responsabile del centro natatorio di San Felice;

 il Presidente ed il Direttore della scuola dell’infanzia paritaria “Caduti per la patria”;

 il Responsabile gruppo Scout

che vi aderiscono in qualità di rappresentanti delle rispettive Istituzioni-Associazioni,

 

Articolo 4

Ambito territoriale

1. L’ambito territoriale del Patto per la Scuola è il Comune di San Felice sul Panaro. Le Parti, nella logica di ottimizzare le risorse e di condividere un’idea concertata di educazione e territorio, s’impegnano a consolidare le relazioni e il coinvolgimento attivo di tutti i soggetti operanti nel territorio quali: A.U.S.L., Parrocchia, associazioni di volontariato, associazioni sportive, biblioteca, terzo settore, la scuola paritaria Caduti per la Patria, ecc.

 

TITOLO II

Ambiti di concertazione

 

Articolo 5

Definizione degli ambiti

1. Per la realizzazione delle finalità di cui all’art. 1 del Patto per la Scuola, l’Ente Locale e l’Istituzione scolastica, fatte salve le rispettive competenze esclusive, concertano gli interventi rispetto ai seguenti ambiti:

- servizi per il diritto allo studio (mensa, trasporti, benefici economici ad alunni disagiati);

- erogazione di beni, servizi e risorse da parte del Comune alle scuole;

- manutenzione degli edifici scolastici;

- applicazione D.Leg.vo n. 81/2008;

- utilizzo degli immobili per attività extrascolastiche;

- iscrizioni;

- sistema integrato con i servizi per l’infanzia comunali;

- prevenzione del disagio;

- sostegno all’integrazione scolastica degli alunni stranieri;

- prevenzione del maltrattamento e dell’abuso;

- sostegno all’integrazione degli alunni disabili;

- partecipazione dei genitori alla vita della scuola;

- sostegno ai Piani dell’Offerta Formativa;

- servizi e consulenze alle scuole;

- progettazione partecipata nei percorsi casa-scuola sicuri e nel psc, educazione stradale,  

- educazione alimentare

- formazione dei docenti;

- programmazione dell’offerta formativa territoriale.

Articolo 6

Servizi per il diritto allo studio

1. Il Comune di San Felice sul Panaro, richiamata la normativa statale e regionale, garantisce a tutti gli alunni e alle loro famiglie, nel pieno rispetto dei principi costituzionali di inclusione sociale, i servizi e le prestazioni necessarie ad usufruire pienamente del diritto allo studio inteso come effettiva rimozione degli ostacoli materiali che si frappongono all’accesso a tutti i livelli di istruzione.

2. In particolare fornisce:

- il servizio di trasporto scolastico;

- il servizio di refezione scolastica;

- benefici economici e materiali ad alunni disagiati.

Il servizio di trasporto scolastico.

·        Il Comune al fine di permettere di raggiungere le scuole, attiva il servizio di trasporto scolastico. Di anno in anno, in base alle effettive esigenze degli utenti vengono definiti i percorsi, gli orari e le fermate.

Per quanto attiene il piano delle fermate, verranno individuati punti di raccolta che abbiano tra loro una distanza di almeno 500 metri e siano conformi alle norme di sicurezza stradale.

Qualora per motivi di capienza e di orari si rendesse necessario stabilire una graduatoria di accesso al servizio, vengono considerati prioritari i seguenti criteri:

 

1.      Alunni residenti in campagna, nelle frazioni e comunque ad una distanza dal plesso scolastico superiore a Km 2 per la scuola dell’obbligo, Km 1,5 per la scuola materna;

2.      Per i nuclei familiari impossibilitati, non in possesso dei requisiti individuati nel precedente punto 1, verrà definito di volta in volta in base alle effettive e documentate necessità, la disponibilità in funzione della capienza e degli orari di effettuazione del servizio.

I genitori degli alunni frequentanti le scuole del territorio comunale che intendono usufruire del servizio di trasporto, al termine di ogni anno scolastico devono presentare richiesta al Comune, mediante la compilazione dell’apposito stampato

Gli utenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto e civile sia nei confronti delle persone che dei beni pubblici utilizzati. Qualora il comportamento dei minori trasportati crei disturbo per il conducente e conseguente pericolo per gli utenti del servizio, l’Amministrazione Comunale, su segnalazione dell’autista, provvederà a contattare i genitori dei minori interessati al fine di concordare i provvedimenti da adottare. Nel caso in cui le segnalazioni e i provvedimenti concordati non ottengano risultati positivi, l’Amministrazione Comunale si riserva di sospendere l’erogazione del servizio.

Gli utenti che a causa di comportamenti scorretti provochino danni ai mezzi di trasporto, saranno tenuti al risarcimento all’Amministrazione Comunale del danno creato.

L’effettuazione del servizio di trasporto è subordinata alla collaborazione delle famiglie al fine di rispettare gli orari prestabiliti: i genitori o chi per essi, sono tenuti ad essere presenti al momento della salita e discesa dal veicolo, in quanto il conducente e quindi l’Amministrazione Comunale non è responsabile delle situazioni precedenti e successive al trasporto.

Gli scuolabus comunali possono essere utilizzati anche per i seguenti servizi di trasporto:

-          visite di istruzione

-          realizzazione di iniziative organizzate con la scuola e volti a qualificare l’attività scolastica;

-          attività del centro estivo

-          attività sportive e/o ricreative organizzate dalla scuola o dal Comune

Per accedere ai servizi di cui sopra, le Scuole interessate devono inviare richiesta all’Ufficio Servizi sociali entro il giorno 5 di ogni mese nel corso del quale è previsto lo svolgimento del servizio richiesto e comunque con almeno 15 giorni di anticipo.

 

Il servizio di refezione scolastica.

Il servizio di refezione scolastica è garantito per tutti i bambini iscritti all’asilo nido, alla scuola dell’infanzia, alle classi della scuola elementare che effettuano il “tempo pieno” (dalle 8.00 alle ore 16.00) e per le classi delle scuole medie che effettuano tempo prolungato/sperimentale. Qualora i genitori non intendano usufruire del servizio, compileranno l’apposito modulo per il ritiro dal servizio.

Per quanto attiene gli alunni  frequentanti il tempo modulare, l’accettazione della domanda  subordinata al consenso da parte della Dirigenza scolastica nei casi in cui non comportino problemi organizzativi e comunque nel limite di capienza delle mense scolastiche.

La domanda di iscrizione al servizio di refezione deve essere presentata attraverso la compilazione di apposito modulo predisposto dall’Ufficio Servizi Sociali, di norma entro il mese di maggio.

I pasti prodotti nel Centro produzione annesso alla Scuola dell’infanzia statale vengono preparati e distribuiti giornalmente da personale dipendente dell’Amministrazione Comunale, specializzato nel settore della ristorazione scolastica.

La porzionatura e la distribuzione dei pasti viene effettuata dal personale incaricato dal Comune.

La predisposizione dei menù, corredati dalle relative tabelle dietetiche adeguate all’età ed alle esigenze alimentari dei bambini, viene effettuata dalla Pediatra e dall’Alimentarista incaricate dall’Amministrazione Comunale, secondo le indicazioni dell’Istituto Nazionale della Nutrizione (L.A.R.N.), nel rispetto di:

-          abitudini alimentari del territorio,

-          distribuzione calorica e nutrizionale nell’arco della giornata,

-          modalità di cottura del cibo, finalizzata al mantenimento e all’ottimizzazione delle sue qualità nutrizionali,  alla promozione di consumi alimentari vari e differenziati per aumentare l’apporto di nutrienti.

Al fine di qualificare il servizio, viene istituita la Commissione Mensa organismo attraverso il quale viene assicurata la partecipazione degli utenti.

La Commissione Mensa è costituita da genitori degli utenti del servizio di refezione scolastica, insegnanti ed esperti, nel numero definito da ciascun plesso. La nomina a componenti della Commissione prevede la durata corrispondente all’anno scolastico

Benefici economici ad alunni disagiati.

Gli alunni in situazione di disagio economico delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado statali e parificate possono usufruire di agevolazioni tariffarie sulle rette dei servizi socio-educativi (retta servizio trasporto scolastico e/o della refezione).

 

Articolo 7

Erogazione di beni, servizi e risorse da parte del Comune alle scuole

1. Il Comune di San Felice sul Panaro conferisce annualmente risorse e servizi finalizzati alla gestione ordinaria delle attività

2. Contributi ordinari.

Il contributo ordinario viene erogato annualmente per le spese relative alla gestione amministrativa della scuola, in particolare alla manutenzione delle macchine per l’ufficio, software, acquisto di materiale di cancelleria,di stampati vari, in base a quanto stabilito dalla L 23/96

3. Fornitura arredi.

Il Comune fornisce ad ogni Istituzione Scolastica gli arredi compatibilmente con le disponibilità economiche stanziate in bilancio ed in base alle priorità espresse dalla Dirigenza scolastica.

4. Gestione servizi ausiliari.

Con particolare riferimento agli oneri derivanti dalle spese di materiale di pulizia, l’ufficio Servizi Sociali provvede, sulla base delle indicazioni fornite dall’Istituzione scolastica e compatibilmente con le risorse di bilancio, all’acquisto dei prodotti

 

 

Articolo 8

Manutenzione degli edifici scolastici.

1. Le Parti convengono che edifici scolastici funzionali, ben conservati e sicuri contribuiscono notevolmente a qualificare l’offerta formativa del sistema scolastico cittadino.

2. Il Comune interviene nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici al fine di garantirne la funzionalità e la sicurezza.

Il Comune si impegna a presentare annualmente il piano degli interventi anche tenendo conto delle

motivate richieste delle scuole.

 

Articolo 9

Applicazione D.Lgs.vo n. 81/2008

1. Le Parti ritengono che la sicurezza e prevenzione dei rischi, oltre che discendere da un preciso obbligo di legge, si configurano come elementi culturali e formativi e come processi di apprendimento e miglioramento.

2. Il Dirigente Scolastico, nel rispetto della normativa vigente e nell’intento di garantire alla comunità elevati standard di sicurezza degli edifici scolastici si impegna a:

- a incaricare un tecnico quale Responsabile del servizio prevenzione e protezione;

3. L’Amministrazione Comunale si impegna a:

- fornire annualmente, anche mediante specifiche conferenze di servizio, le informazioni necessarie sulla programmazione degli interventi di messa a norma degli edifici scolastici;

- a mettere a disposizione, su richiesta delle singole scuole, un tecnico comunale per l’effettuazione di sopralluoghi periodici sullo stato di sicurezza degli edifici scolastici e per la definizione delle richieste di intervento;

- a rendere disponibile tutta la documentazione necessaria prevista dal D.Leg.vo n. 81/2008

4. I Dirigenti scolastici si impegnano:

- a rispettare le destinazioni d’uso dei locali scolastici, concordandone preventivamente

l’eventuale modifica coi competenti servizi del Settore LL.PP. del Comune;

- ad inoltrare al Comune entro il 31/12 di ogni anno, l’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi degli edifici scolastici di loro competenza e le richieste di interventi eventualmente necessari.

 

Articolo 10

Utilizzo degli immobili scolastici per attività extrascolastiche

1. Le Parti ritengono opportuno agevolare l’utilizzo degli immobili scolastici per attività extrascolastiche di interesse per la collettività. Le Parti si impegnano:

- a concordare un piano di utilizzo delle palestre e delle strutture sportive in favore della

cittadinanza;

- a concordare un piano di utilizzo degli immobili per la collocazione dei centri estivi;

- ad adottare misure che, previa delibera dei Consigli di Circolo e Istituto permettano la fruizione di locali ed aree scolastiche cortilive da parte di genitori e ragazzi per attività culturali, ludiche e ricreative in orari extrascolastici e/o in periodi di sospensione delle attività didattiche.

 

Articolo 11

Sistema integrato delle scuole dell’infanzia pubbliche

1 Le Parti condividono l’opportunità e la necessità di proseguire nella costituzione di un sistema integrato di Scuole dell’Infanzia, finalizzato al miglioramento ed all’arricchimento dell’offerta formativa rivolta ai bambini dai tre ai cinque anni.

2. Il sistema integrato delle scuole dell’infanzia è costituito dalla scuola statale e convenzionata  F.I.S.M.

 

Articolo 12

Prevenzione del disagio

1. Le Parti ritengono prioritario il contenimento delle situazioni di disagio socio-culturale e scolastico anche per contrastare e contenere le forme di marginalizzazione che da queste situazioni discendono.

2. L’Istituzione Scolastica si impegna ad elaborare ed attuare specifici progetti da inserire nei P.O.F. orientati a contenere il disagio e promuovere l’integrazione e l’inclusione investendo, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, anche risorse proprie.

Si impegna inoltre a collaborare con la Parrocchia di San Felice e con il volontariato sportivo, per favorire l’attivazione di percorsi extrascolastici finalizzati all’integrazione e al contrasto del disagio sociale, in una logica di sussidiarietà e di valorizzazione delle risorse del territorio.

3. Il Comune si impegna a trasferire risorse proprie e a reperire risorse economiche da soggetti terzi, quali altri Enti pubblici, fondazioni bancarie e soggetti privati, da utilizzare nei progetti per la prevenzione dell’insuccesso scolastico e formativo.

4. Il Comune si impegna ad integrare le politiche sociali ed educative individuando tra il proprio personale educativo, un operatore che possa svolgere funzioni di coordinamento e di raccordo in una sinergia di azioni e fornire uno strumento per migliorare l’efficacia degli interventi sia in ambito scolastico che extrascolastico

5. Il Comune, al quale è demandata la vigilanza sull’adempimento dell’obbligo scolastico, si impegna ad individuare, di concerto con la scuola, le azioni più idonee per monitorare e contrastare le forme di evasione o di frequenza scolastica irregolare.

6. Il Comune si impegna a consultare l’Istituzione Scolastica per l’elaborazione e il monitoraggio delle azioni di contrasto al disagio minorile dei Piani di Zona di cui alla L. 328/2000.

 

Articolo 13

Sostegno dell’integrazione scolastica degli alunni stranieri

1. Le Parti ritengono prioritario promuovere l’integrazione degli alunni stranieri per garantire loro il diritto all’istruzione, promuovere forme di convivenza civile, valorizzazione delle diversità, dialogo interculturale e contrasto di ogni forma di xenofobia e razzismo.

2. L’Istituzione Scolastica, condividendo questa priorità, si impegna a promuovere una cultura della convivenza e del rispetto dell’altro, elaborando azioni specifiche da inserire nei P.O.F. orientate all’accoglienza e all’alfabetizzazione investendo, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, risorse proprie. Si impegna inoltre a coinvolgere in queste azioni la Parrocchia e le associazioni sportive, i genitori.

3. Il Comune si impegna a garantire gli interventi svolti da mediatori culturali per facilitare i rapporti fra insegnanti e genitori e fra insegnanti e alunni.

Il Comune mette a disposizione, nei limiti delle disponibilità del bilancio e ad integrazione degli interventi di competenza dell’Istituzione scolastica, educatori di sostegno che, secondariamente all’attività rivolta agli alunni in situazione di handicap o di disagio sociale, possono collaborare nell’attività di sostegno linguistico finalizzato alla facilitazione delle attività di studio.

 

Articolo 14

Prevenzione del maltrattamento e dell’abuso

1. L’Istituzione Scolastica e l’Amministrazione Comunale si impegnano a dare attuazione al Protocollo per la prevenzione dell’abuso e della violenza all’infanzia e all’adolescenza.

2. Tale protocollo:

- favorisce la condivisione di responsabilità da parte dei diversi soggetti istituzionalmente preposti alla tutela dei minori (Prefettura, Tribunale, Procura della Repubblica, Questura, Comuni , A.U.S.L., C.S.A., Scuole);

- promuove una cultura di attenzione al fenomeno;

- prevede da parte dei firmatari l’adozione di procedure condivise di segnalazione di eventuali fenomeni di maltrattamento e abuso.

 

Articolo 15

Sostegno all’integrazione degli alunni disabili

1. Comune e Istituzione Scolastica, ai fini dell’integrazione scolastica degli alunni disabili, collaborano nell’applicazione degli accordi stipulati a livello provinciale e distrettuale, interagendo fra loro, con il C.S.A. , la Provincia, l’A.U.S.L. e gli altri soggetti interessati8.

2. Le Parti ritengono prioritario promuovere un’ integrazione scolastica di qualità dei ragazzi disabili, che coinvolga tutte le componenti scolastiche a partire dai docenti di classe, perché l’integrazione non è delegabile esclusivamente agli insegnanti di sostegno.

Articolo 16

Sostegno ai Piani dell’Offerta Formativa

1. Il D.P.R. 275/1999 prevede che le Istituzioni Scolastiche programmino un’offerta formativa che rifletta le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della realtà territoriale delle offerte formative e che sia adeguata ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti. In considerazione di ciò e a fronte della crescente complessità dei problemi cui la scuola deve far fronte, le Parti ritengono indispensabile un’azione integrata e concertata con le altre Istituzioni operanti sul territorio.

2. L’Istituzione Scolastica si impegna ad attuare percorsi significativi di continuità educativa e didattica fra i vari gradi scolastici.

3. Le Parti ritengono che la valorizzazione della cultura locale costruisca senso di appartenenza e identità. In particolare ritengono importante favorire la conoscenza della città e dell’ambiente di vita dei ragazzi per quanto riguarda gli aspetti artistici, ambientali, produttivi, storici, economici, utilizzando modalità attive di costruzione dei saperi.

In questo quadro il Comune predispone percorsi di educazione stradale, di educazione ambientale, educazione alla salute, di commemorazione di ricorrenze civili istituzionali, di animazione alla lettura, approfondimento del PSC

4. Le Parti convengono che le Istituzioni Scolastiche hanno un ruolo importante nella promozione del benessere e della salute dei bambini e dei ragazzi e promuovono ogni azione utile per contribuire allo sviluppo di un buono stile di vita, soprattutto per quanto riguarda l’assunzione di corretti comportamenti alimentari e di una regolare attività motoria.

7. Le Parti convengono che sia essenziale la promozione e la diffusione nelle scuole dell’attività motoria e sportiva intese come abitudine di vita e tutela della salute dei bambini e delle bambine.

8. Le Parti concordano sulla necessità di favorire l’accesso ai plessi scolastici tramite percorsi pedonali e ciclabili. A tal fine realizzano sperimentazioni di percorsi casa-scuola sicuri.

 

Articolo 17

Servizi e consulenze alle scuole

1. Per rispondere alle crescenti esigenze di qualificazione dell’offerta formativa il Comune di San Felice sul Panaro mette a disposizione dell’Istituzione Scolastica alcuni esperti per la qualificazione dell’attività formativa:

la Polizia Municipale per l’educazione stradale, la dietologa alimentarista per il progetto di educazione alimentare, l’esperto del Centro di Educazione ambientale per la promozione e conoscenza del territorio, esperti di animazione alla lettura, l’esperto per la progettazione dei percorsi casa-scuola sicuri e per il PSC, medici dell’ausl per l’educazione alla salute. Detti esperti possono  essere a disposizione anche della scuola paritaria con le modalità da definire nella convenzione tra il Comune e la Scuola stessa.

 

TITOLO III

Gestione del “Patto per la scuola”

 

Articolo 18

Organi

1. Per la gestione del Patto si costituiscono i seguenti organi:

- Comitato di coordinamento,

- Gruppi di lavoro,

2. Il Comune assicura i compiti di segreteria per le riunioni degli organi di cui sopra.

 

Articolo 19

Comitato di coordinamento

1. Il Comitato di coordinamento è composto dall’Assessore all’Istruzione e dall’Assessore ai Servizi Sociali, dal Responsabile del Settore Istruzione e dal Dirigente scolastico.

2. Il Comitato di coordinamento propone iniziative di comune interesse delle Parti; istituisce gruppi di lavoro e ne individua i coordinatori.

In particolare predispone l’agenda dei lavori ad inizio anno scolastico ed esaminerà, fra gli altri, i seguenti temi:

- settembre: verifica sull’apertura dell’anno scolastico;

- ottobre: interventi edilizi e manutentivi, esigenze acquisti;

- gennaio: iscrizioni

- maggio: progetti per l’anno successivo, esigenze di personale.

 

Articolo 20

Gruppi di lavoro

1. I gruppi di lavoro sono istituiti dal Comitato di coordinamento nell’ambito delle agenzie extrascolastiche che ne stabilisce composizione e coordinatore, per la realizzazione dei progetti di cui all’art.5

2. I gruppi di lavoro sono specifici per grado scolastico o misti. Svolgono funzioni istruttorie e danno seguito alle azioni previste dal Patto ed ai progetti.

TITOLO IV

Norme finali

 

Articolo 21

Percorsi di informazione

1- Le Parti  ritengono necessario sostenere la diffusione dei contenuti del Patto per la scuola e coinvolgere docenti e genitori nella sua attuazione, anche mediante l’utilizzo di strumenti informatici quali i siti web degli Enti coinvolti.

 

Articolo 22

Modifiche, integrazioni e accordi applicativi

1. Le Parti si impegnano a integrare o modificare il presente Patto, anche prima della scadenza di cui al successivo articolo 23 , qualora lo si ritenga necessario o opportuno, anche in ragione di norme sopravvenute.

 

Articolo 23

Durata

1. Il Patto per la Scuola ha durata di tre anni a far tempo dalla data di sottoscrizione.

 

 

Il Sindaco

 

 

Il Dirigente scolastico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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